Alloro leggende e storie della pianta

L'Alloro tra leggende, miti e realtà

Quali sono i miti e le leggende che avvolgono ancora in un’aura di mistero la pianta dell’alloro? Iniziamo questo viaggio tra realtà e fantasia per scoprire come i saperi popolari hanno portato a conoscere ciò che oggi sappiamo sulle piante che tanto amiamo.


L’alloro, una pianta nobile

 

L’alloro è una delle piante più note nell’antichità, tanto in Grecia quanto a Roma. Era il simbolo di trionfo tanto nelle imprese militari quanto nelle gare sportive. I vincitori, infatti, venivano coronati con rami di alloro intrecciati e questo rappresentava la massima onoreficienza. Chiunque ottenesse la stima dei grandi, godeva del copricapo e conferiva al vincitore della gara o dell’impresa militare il titolo di “persona nobile”. Da qui il suo nome più noto, quello latino e scientifico, Laurus Nobilis. La tradizione di premiare con le foglie di alloro si diffuse anche negli ambienti intellettuali nel periodo del Medioevo e del Rinascimento. Così anche i poeti divennero “laureati” e ancora oggi vi è la tradizione di posare sul copricapo dei neo-laureati una corona di alloro.


La pianta cara ad Apollo

 

Nell’antica Grecia, inoltre, la pianta era sacra ad Apollo, dio del sole, della musica e della poesia, signore di Delfi. Questa fu la città dove fu costruito il primo dei sei templi in suo onore e che fu cinto di rami di alloro. La pianta era sacra anche a suo figlio, Asclepio, dio della medicina. Per questo motivo, per molti secoli, le foglie della pianta furono utilizzate come rimedio per numerose malattie, fra le quali la peste.

 

A questa consacrazione della pianta al dio Apollo è legata anche la leggenda della ninfa Dafne. La storia è narrata da Ovidio e racconta come nacque la pianta dell’alloro.

 

Narra la leggenda che un giorno il dio del sole, Apollo, si vantava con il dio dell’amore, Cupido, di essere riuscito ad uccidere il serpente Pitone con la massima agevolezza e, fiero di sé e dei suoi mezzi, derideva le armi di Cupido, arco e frecce. Cupido, risentito del comportamento di Apollo, decise di fargli vedere quanto fosse potente e lo colpì con una freccia d’oro, la freccia capace di far innamorare alla follia la prima persona divina o mortale che l’occhio avrebbe visto. Il dio Apollo, ignaro della vicenda, pose il suo primo sguardo su una ninfa, Dafne, sacerdotessa di Gea e figlia del dio fluviale Ladone.

Quando Cupido vide di chi si era innamorato Apollo, cioè la ninfa Dafne, decise di colpirla con una freccia di piombo, ovvero la freccia che faceva scappare dall’amore. Della ninfa Dafne era innamorato anche un giovane mortale, Leucippo, che per avvicinare la sua amata si era travestito da donna. Apollo, venuto a conoscenza della vicenda, per liberarsi del rivale, suggerì alle ninfe di fare uno dei loro bagni rituali (un tipo di bagno in cui le ninfe partecipavano completamente nude). Leucippo venne in questo modo smascherato e ucciso dalle ninfe stesse. Avendo il campo libero Apollo dichiarò il proprio amore a Dafne ma questa lo respinse e scappò via terrorizzata. Apollo la inseguì e quando la stava per raggiungere nei pressi del fiume Peneo, Dafne disperata invocò l’aiuto di Gea e del padre Ladone. Entrambi l’aiutarono trasformandola in un albero di alloro. Fu proprio da quel momento che l’alloro divenne una pianta sempreverde consacrata al divino Apollo, il quale viene raffigurato con una corona di rami d’alloro intrecciati sul capo. Il nome greco per indicare l’alloro è proprio Dafne.

 

Altre curiosità sull’alloro

 

Poiché è una pianta sempreverde, l’alloro viene associato al concetto di immortalità, alle virtù morali, alla castità matrimoniale e alla fedeltà femminile.

 

Secondo numerose credenze popolari, inoltre, si dice che l’alloro non venga mai colpito dai fulmini, proteggendo anche le case limitrofe.

 

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