
La pianta del mese: l'Elicriso
Il mese di aprile lo dedichiamo all’Elicriso (Helichrysum italicum), più conosciuta come “l’erba del sole“. Il suo nome, infatti, deriva dal greco helios (sole) e chrysos (oro). Il nome fa sicuramente riferimento ai suoi capolini che, quando fioriscono, sono di un giallo brillante. É una pianta perenne appartenente alla famiglia delle Asteraceae (Compositae).
Scopri insieme a noi le sue proprietà e i suoi benefici!
L’erba del sole
Il genere dell’Elicriso conta più di 300 specie, ma quella più diffusa è quella dell’Helichrysum italicum. I fiori di questa pianta sono tubulari e di un bel giallo vibrante, riuniti in capitolini che formano densi corimbi all’apice dello scapo fiorale. La pianta del sole cresce nelle zone del Mediterraneo, nel continente Africano, Asia e Australia. É una pianta che vive in luoghi pietrosi, aridi e sabbiosi, nei greti fluviali dal mare alle zone collinari. Fiorisce da maggio a settembre.
Costituenti principali
Dell’Elicriso si impiegano le sommità fiorite, ricche di costituenti attivi, ovvero:
- fitosteroli;
- frazione H;
- flavonoidi (0,5%): tiriloside, isoquercitrina, naringenina, apigenina, luteolina;
- ftalidi;
- polifenoli;
- cumarine;
- olio essenziale (0,5-0,15%);
- acidi fenolici,
- carotenoidi.
Attività biologiche, impieghi e tradizioni
Conosciuto da greci e latini anche con il nome di “chrisentemo” e “amaranto” era noto perché con i suoi fiori si coronavano le statue degli dei. Galeno riteneva l’elicriso dotato di virtù incisiva e disseccativa e il suo utilizzo era diffuso e conosciuto. Noto era anche l’uso di deporre mazzetti insieme alla biancheria come antitarme.
A partire dal XVIII secolo si sono evidenziate ulteriori indicazioni su base empirica e suffragate dalla pratica. Ad esempio, decotti o infusi di elicriso sono stati impiegati per il trattamento dei disturbi respiratori come asma, bronchite ma anche cefalea.
I flavonoidi e i piranoderivati hanno attività antiradicalica e riducono le infiammazioni tipiche delle allergie e delle patologie connettivali e autoimmuni. I fitosteroli in particolare hanno mostrato un’azione cortisonsimile. Il fitocomplesso riduce l’amplificazione dei meccanismi che contribuiscono alle crisi allergiche a livello delle vie respiratorie e della cute.
Uso interno ed esterno
Assunto in forma di infuso, decotto, sciroppo o tintura a seconda delle esigenze, l’Elicriso è un ottimo coadiuvante in caso di disturbi delle vie respiratorie di tipo allergico e infettivo, delle manifestazioni asmatiche o riniti allergiche, favorendo l’eliminazione del catarro bronchiale e contrastando gli spasmi asmatici.
L’olio essenziale, estratto per distillazione in corrente di vapore, è un’essenza totalmente atossica a cui sono riconosciute proprietà antiinfiammatorie, antisettiche, cicatrizzanti, espettoranti.
Lo sapevi? Qualche curiosità sull’Elicriso
I romani e i greci decoravano le statue degli dei con corone di infiorescenze di Elicriso già a partire dal VII secolo a.C. Plinio il Vecchio, poi, lo cita nella sua “Naturalis Hystoria” (I secolo d.C.) descrivendone le tante proprietà.
I sardi, ancora oggi, nutrono i bachi da seta con i fiori di Elicriso producendo così una seta naturalmente gialla, che viene adoperata per la produzione di vestiti.
Benché fosse noto alla medicina antica e all’erboristeria popolare dei guaritori, l’uso moderno dell’Elicriso in fitoterapia risale a poco più di 60 anni fa. A scoprirne le numerose virtù medicinali fu il medico Leonardo Santini, che operava negli anni ’40 in Garfagnana. Qui, Santini, osservò che i contadini locali curavano le malattie del bestiame coi fiori dell’Elicriso e decise di sperimentarlo sui suoi pazienti. Santini ottenne ottimi risultati, portando alla conoscenza che oggi abbiamo delle attività di questa straordinaria pianta.
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BIBLIOGRAFIA
Trattato di Fitoterapia, Driope – Gabriele Peroni

