lampone

La pianta del mese: il Lampone

Il mese di Maggio, mese della donna, lo dedichiamo a una pianta che per eccellenza la rappresenta: il Lampone.
Scopri insieme a noi le proprietà benefiche, gli utilizzi e la storia di questa magnifica pianta dai frutti gustosi!

 

Non solo una pianta da frutto

 

Il Lampone (Rubus idaeus L.) appartiene alla famiglia delle Rosaceae. Questa pianta cresce nelle macchie, nelle brughiere, negli incolti sassosi e freschi, nelle radure e schiarite dei boschi (soprattutto faggete e abetini), tra i 100 e i 2000 mt. Fiorisce da Maggio a Giugno.

Secondo Pol Henry, esiste un parallelismo tra la vita della pianta nel suo habitat e la funzione svolta dal suo gemmoderivato. Il Lampone, pianta che segna la fine della foresta, è adatta nelle affezioni degli organi in via di degenerazione. È inoltre idoneo per ripristinare le funzioni degli organi in fase di scompenso tissutale. In altre parole, così come questa pianta domina le lande dove i terreni sono acidificati ed esausti, decomposti e desunti, per analogia i suoi tessuti meristematici sono i più adatti per i tessuti degradati.

 

Costituenti principali

 

Del Lampone si utilizzano le foglie, i fiori, i frutti, le gemme e i giovani getti.
Le foglie si raccolgono da giugno ad agosto, si essiccano al sole e si conservano in scatole di cartone o sacchetti di tela. Alle foglie sono riconosciute proprietà astringenti, antidiarroiche e decongestionanti. Sono inoltre dotate di:

  • sostanze tanniche (elagitannini e gallotannini);
  • C-13-norisoprenoidi;
  • resina;
  • pectine;
  • zuccheri;
  • flavonoidi;
  • acido ascorbico;
  • acido ossalico;
  • E-2-esenale;
  • Z-2-esenolo.

I componenti principali dei fiori sono invece acidi organici, pectine, tannini e resine. Hanno inoltre azione diuretica e antigottosa.

 

Le mille proprietà dei frutti

 

I frutti del lampone si raccolgono da luglio ad agosto. Si possono conservare surgelati, ma è preferibile consumarli quando sono ancora freschi. L’apporto calorico di 100 gr. di frutti di lampone è di 47kcal e contengono:

  • protidi;
  • acidi: citrico, malico, ossalico, tannico, tartarico;
  • olio essenziale;
  • zuccheri: glucosio, fruttosio e saccarosio;
  • sorbitolo;
  • xilitolo;
  • mucillagine;
  • pectine;
  • gomme;
  • vitamine: A, E, B1, B2, nicotinamide, acido pantotenico, B6 e C;
  • magnesio;
  • potassio;
  • oligoelementi: manganese, ferro, rame, zinco, nichel, iodio e boro selenio).

Hanno inoltre proprietà antiscorbutiche, rinfrescanti, dissetanti, nutritive, diuretiche e lenitive. L’estratto di frutti di lampone, inoltre, è ampiamente impiegato in farmacia come correttivo del sapore.

Lampone, l’amico fedele delle donne


In campo gemmoterapico vengono utilizzati i giovani getti e le gemme di lampone raccolte in primavera. Il suo impiego trova ampio utilizzo in disturbi che più colpiscono le donne. Al preparato gemmoterapico, infatti, sono riconosciute proprietà antispasmodiche uterine e regolarizzatrici dell’asse ipotalamo-ipofiso-gonadico.

Secondo Bergeret, Mondavy e Tétau, i germogli di lampone hanno un’azione estrogenizzante e steroido-simile capace di ristabilire l’equilibrio endocrino della donna.

Questo rimedio è talmente prezioso nei disturbi che possono affliggere le donne, dall’infanzia alla vecchiaia che, il lampone viene definito come “il grande amico fedele delle donne, che le prende per mano e le accompagna per tutta la loro vita” (Gabriele Peroni – Driope).


Lo sapevi? Qualche curiosità sul Lampone


Il nome scientifico deriva dal latino rubus, nome che i romani attribuivano ai rovi e alle rose selvatiche, e idaeus, dal monte Ida dell’Isola di Creta, sul quale secondo Plinio questa pianta era abbondante.

 

Il monte Ida era sacro per gli antichi greci, perché era luogo di amori e di parti divini. Leggenda vuole che la Grande Dea, nei suoi anfratti, vi partorì Zeus e lì lo nascose agli occhi del padre Saturno. Sullo stesso monte Afrodite sedusse Anchise, si unì a Mercurio e generò Eros.

 

La leggenda, inoltre, vuole che Afrodite raccogliesse questi piccoli e succosi frutti sul monte Idea per donarli ai suoi amanti e anche al figlio Enea.

 

Prime tracce scritte ci giungono da Dioscoride. L’antico farmacologo consigliava i fiori impastati con il miele per combattere le infiammazioni oculari. Per via interna, invece, indicava il decotto di fiori e foglie per risolvere i problemi di stomaco e per curare il Fuoco di Sant’Antonio.

 

I rovi del lampone, invece, erano rimedio per “innumerevoli mali e in particolare tutte le spetie dei rovi cocendo i fiori dei frutti nel vino, sono valoroso rimedio à i morsi degli scorpioni, dei serpenti e d’altri animali velenosi“.

 

In medicina popolare l’infuso delle foglie, sole o unite ad altre specie tanniche, era usato contro la diarrea.

 

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REFERENZE:
DRIOPE – G.Peroni
GEMMOTERAPIA – F.Piterà

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