Pungitopo

La pianta del mese: il Pungitopo

La rubrica del mese di agosto dedicata alla piante si tinge di rosso con il nostro Pungitopo. Pianta associata ai mesi freddi e al periodo natalizio, possiede anche straordinarie proprietà utilizzate dalla fitoterapia per il benessere dell’organismo.

 

Scopriamole insieme!

 

Ma che grazioso il Pungitopo!

 

Il Pungitopo, nome botanico Ruscus aculeatus, è una pianta perenne che appartiene alla famiglia delle Liliaceae. Questa pianta è nota anche come rusco o pungiratto ed è diffuso allo stato spontaneo nei boschi di tutto il territorio europeo.

 

Può raggiungere i 60 cm di altezza ed è caratterizzato da un rizoma da cui si sviluppano fusti eretti e scanalati che portano numerosi cladodi. Questi ultimi sono rami che, in realtà, assumono le sembianze e le funzioni delle foglie. Dagli esemplari femminili nascono le tipiche bacche rosse, utilizzate come decorazione nel periodo natalizio.

 

Proprietà del Pungitopo

 

Di questa pianta vengono utilizzate le radici e il rizoma poiché contengono ruscogenine, che svolgono azione venotonica. Questo significa che la droga del pungitopo possiede proprietà utili sia in caso di gambe gonfie e pesanti, che in presenza di emorroidi. Gli estratti di pungitopo trovano inoltre applicazione in caso di ritenzione idrica e cellulite.

 

Il pungitopo è considerato uno dei più potenti vasotonici naturali, caratteristica dovuta alla ricchezza di principi attivi quali:

 

  • resine;
  • olii essenziali: canfora, linalolo e anetolo;
  • sali minerali: calcio e potassio;
  • fitosteroli.

Per le sue proprietà e caratteristiche di supporto alla funzionalità della circolazione venosa e del microcircolo, il pungitopo viene consigliato in caso di pesantezza e gonfiore delle gambe.

 

In caso di cellulite ha un effetto tonificante e riducente. Buon rimedio anche contro i geloni.

 

Lo sapevi? Qualche curiosità sul Pungitopo

 

Il pungitopo, nella tradizione popolare, è considerato un simbolo di fortuna. Sempre secondo queste tradizioni, le foglie di spine rievocano la corona di spine di Gesù Cristo e le bacche il rosso del suo sangue.

Il suo nome deriva dal fatto che i contadini usavano i mazzi di questa pianta per proteggere i salumi e i formaggi dai topi che si introducevano nella cantine per sgranocchiarli.

Studi recenti, compiuti presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Innovazione dell’Università di Lecce, in merito all’ identificazione di antociani nei frutti di R.aculeatus, hanno messo in evidenza che il colore intenso e la grande abbondanza di questa specie nel sud d’Italia, rendono queste bacche una fonte nuova e promettente per la produzione di coloranti naturali.

 

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